
Ho tante persone intorno che mi vogliono bene, tanti amici, "amori" difficili (ma pur sempre amori), una famiglia a suo modo, un lavoro che amo ormai, un cane meraviglioso, un blog tutto rosa...Non manca nulla di importante.
Ogni tanto, però, mi viene da credere che il mio posto non sia qui,
ogni tanto penso che ognuno abbia dentro di sè un senso ultimo e sconosciuto che ti fa sentire di appartenere anche a qualcosa e a qualcuno che ancora non conosci, e che forse chissà, non conoscerai mai.
Penso al mio amore sviscerato per gli animali, tutti! Che ho praticamente da sempre.
Da bambina chiedevo in regalo sempre libri che illustrassero belle fotografie di quelli liberi nella foresta, Giungla pura.
Per perdermi nei colori luminosi del selvaggio.
Desideravo tanto diventare Etologa.
Abbandonare la vita di città per vivere nella natura a caccia delle sue sorprese ...
Tutt'oggi resto affascinata di fronte a un Documentario,
mi chiedo sempre quali siano i tempi effettivi di realizzazione, quando si sceglie di seguire un branco che cresce ...e quanto sia inumano e bellissimo osservare la Natura senza turbarla, nella sua semplicissima evoluzione, pure se spesso anche dolorosa.
E' già un gran dono sapere che posti incontaminati siano ancora presenti da qualche parte, dove tutto è esattamente così com'è sempre stato.
Ed è esattamente lì che a volte vorrei essere, è lì che sento il mio posto quando invece di qua tutto mi sta stretto.
In un altro posto, non una casa, non una strada, ma Natura vera, quella che amo tanto.
mangiatrice di frutta e verdura non mi sentirei mai sola, gli animali sarebbero tutti miei amici, potrei dormire fra loro e trovare calore nelle loro pellicce, con il caldo invece avrei la mia pelle scura tutta la stagione, nuda di tutto.
Partirei e porterei con me solo il mio cane e una crema protettiva.
Giro per casa come una vecchia pazza,
si lo so che non sono vecchia, non ho nemmeno la vestaglia scucita, però forse sono impazzita sul serio.
Non mi è bastato fare un bagno di un'ora, ammollo nell'acqua che alla fine è anche fredda, ho confuso le lacrime con la doccia,
le rughe mi son venute si, alle dita delle mani e in quelle dei piedi.
Tutta bagnata mi scruto nello specchio, chissà cosa cerco?
Forse di capire cosa ho mai nella testa, prima che dentro al cuore,
oppure magari solo il mio primo capello bianco che non ho.
Vado in cucina con l'intenzione di improvvisare una cena per me e per il cane, mi ritrovo a svuotare il frigo dal cibo scaduto, abbandonato e confezionato, ancora là dentro.
Eccolo il mio cattivo rapporto con il cibo, ma stasera decido di trattarmi bene; un riso con il mais e un'insalata mista, insieme ad integratori e ferro, è già tanto per curarmi.
Sempre con le migliori intenzioni mi rivesto, metto su un film comico alla ricerca di una dolce compagnia che non sia invadente, meglio ancora se capace di strapparmi un sorriso questa notte.
Si lo so, in realtà c'è poco da ridere.
Il divano vince, vince sempre lui, appena mi prende gli occhi si chiudono per riaprirsi inesorabilmente ai titoli di coda.
Accidenti.
Mi accorgo che il calore che ho sognato non era quello di un uomo ma del mio cane che, approfittando del sonno, mi si è raggomitolato addosso.
Lo accarezzo lungamente e lo stringo, e lo bacio, e penso che se non avessi lui vicino, sarei già diventata di ghiaccio, mi salva tutte le volte.
Metto le scarpe da ginnastica e scendiamo per una passeggiata a cielo aperto.
Penso che una bella sigaretta ci starebbe anche bene a braccetto con le stelle, peccato che non fumo.
Giusto il tempo di accorgersi che nonostante siano le 2 di notte c'è un viavai incredibile,
ah già ... questa è la notte di sabato.
Zoltan abbaia agli uomini scuri e alla macchina dei rifiuti che con il suo rumore infernale gli porta via i suoi piatti preferiti.
Risaliamo, un biscotto per lui e un bicchiere d'acqua per me,
Pulita dentro e bella fuori, ma troppo fragile per restare ancora in piedi.
Domani comprerò una bilancia per trovare il mio equilibrio, comprerò l'attak per rimettere al loro posto i pezzi del mio cuore, e speriamo che vada meglio.
Me la cantava sempre.
Tutti i giorni vado in ufficio con l'autobus.
Metto la musica alle orecchie per farmi compagnia, per rendere più allegra la giornata, e anche per fingere di cadere dalle nuvole se un controllore si avvicina chiedendomi di mostrargli il biglietto timbrato,
a me che non lo timbro mai.
Le canzoni che ho scelto di ascoltare sono tante ma hanno tutte il loro buon motivo per essere nel mio lettore MP3.
E ce n'è una in particolare, la mia dolce condanna la chiamo,
dal momento che fa riemergere in un batter di ciglia delle immagini che ho vissuto davvero.
La mia casa al mare,
la spiaggia che scotta,
i sorrisi bagnati,
le mani,
la pelle scura,
la complicità,
l'attrazione,
le mie battute,
il suo sorriso,
consapevoli entrambi che probabilmente quei giorni sarebbero stati gli ultimi d'amore insieme.
Ci eravamo promessi che nulla avrebbe potuto rovinare quelle giornate piene di sole e salsedine.
E sorrido anche oggi ripensando a come cavolo ci siamo riusciti...a non cadere nella malinconia e a non straziarci l'un l'altro, ognuno con le sue motivazioni.
In realtà credevo fosse impossibile dirsi Addio senza l'ombra del dolore dentro le ossa,
si può dire addio ad un amore che è stato senza soffrire?
se ascolto questa canzone così gioiosa, (assurdo!) le parole, le stesse che in quella calda estate mi cantava continuamente, e la cantavamo anche assieme,
mi convinco che sia possibile in fondo.
Amarsi tantissimo e poi un giorno, per un qualsiasi motivo, anche oscuro al cuore, lasciarsi,
lasciar andare,
trattenendo l'amore e lasciandosi scorrere via tutte quelle brutte sensazioni di abbandono.
Lasciar andare si,
sarebbe meglio dire, almeno per me che
non avrei mai voluto, mai.
Lasciar andare amando ancora e riuscire a farlo con un sorriso sincero che vale tutti i più bei momenti condivisi, le emozioni, che non torneranno mai uguali per fortuna, ma restano così...nella mente, come nelle viscere.
Lo penso ancora, lo penso spesso, mi chiedo spesso
come sta,
cosa fa,
se è innamorato,
se gli capita di pensarmi ogni tanto ... e sorridere.
Vorrei sapere...se sta bene.
"vorrei poterti ricordare così, con quel sorriso acceso d'amore"
Ho smesso di cercarlo quando ho accettato il fatto che qualcuno può preferire perdersi senza lasciare tracce piuttosto che cambiare (diventare un "Ex") e continuare a volersi bene, seppur diversamente.
Ho smesso di trattenerlo con tutte le mie forze, e ho smesso di dirgli quanto sia sbagliato non sapere più nulla delle persone con cui abbiamo fatto l'Amore.
"Vorrei poterti dedicare di più, più di quel tempo che ti posso dare ma nel mio mondo non ci sei solo tu
e perciò devo andare"
Per un attimo ho avuto qualche senso di colpa a voler scrivere questo post che mi frulla da giorni, so per certo che ci sono persone che mi leggono e che potrebbero in qualche modo "soffrirne"...non vorrei scatenare ancora sensi di colpa, o insicurezze.
Però poi ho pensato che tutti abbiamo una persona lontana e che abbiamo amato tantissimo,
tutti abbiamo dei bei ricordi da custodire gelosamente e pensieri che tornano indietro nel tempo ogni tanto, come le scene di un film, in sogno o di giorno, con la musica accesa.
E non devo, non posso aver paura di dirlo, non più.
Tutti possono capire anche senza condividere,
è a loro che dedico questo post.
"Certi amori regalano un'emozione per sempre
momenti che restano così impressi nella mente
Certi amori ti lasciano una canzone per sempre"

Sei a casa?
Si...hai chiamato a casa...Che è successo?
Silenzio.
Oggi annullo tutti i miei "impegni", o forse sarebbe più semplicemente giusto chiamarli "Desideri".
Il tempo di ripulire il possibile in 10 minuti che le chiavi girano nella serratura,
il cane e le sue feste, ma ancora silenzio.
Occhi negli occhi e pianto in un timido abbraccio.
Ascoltare,
Non deve essere bello avere addosso sempre la pressione di dover dimostrare di valere tanto quanto...la cosiddetta "ansia da prestazione".
Non sa organizzarsi, non sa fare abbastanza, è diversa da tutte le altre che ha avuto, non è all'altezza.
Non sono giusti i confronti, come non è giusto non accettare le debolezze di chi amiamo.
Mi chiedo,
ma l'ama davvero?
O quando si sceglie una persona come metà si deve amare per intero, difetti tutti compresi?
Si... Gli uomini sono tutti dei grandissimi stronzi, annuisco,
non lo penso affatto in realtà, cioè insomma ...
molti si, ma non tutti, anche se Lui certamente SI!!!
Le circostanze poi mi costringono ad assecondare, ma
sono fatta così, tento pure qualche battuta scema per asciugarle le lacrime con l'accenno di un sorriso bagnato.
Consolare,
offrendo Coca cola e fazzoletti di carta al profumo di miele.
Bere,
distraendosi dietro a una formica solitaria che cammina indisturbata sulla tovaglia.
Dire poi la propria,
fermamente, cercando di nascondere la rabbia che bolle dentro.
Il solito mio grandissimo senso di protezione verso chi amo.
Buttare un pensiero
sui suoi progetti futuri, e sul desiderio che ha di partire in crociera,
perchè no?
Pulire casa insieme a lei e cambiare le lenzuola del lettone,
perchè stanotte e chissà per quanto non ci dormiremo più noi.
Che fare? Chiamiamo la nonna?
per oggi no, non ho mai creduto nell'efficacia delle terapie d'urto, casomai nei prossimi giorni.
Telefonate di getto, lei per sfogarsi ancora,
io di compagnia.
E poi si esce, da sole, non succedeva da non so quanto tempo,
prendiamo il lato positivo! Lo pensiamo e diciamo a parole diverse ma nello stesso momento.
Giro in macchina e poi si finisce alla pizzeria sotto casa,
mangiamo di tutto fuorchè la pizza,
beviamo ancora, la birra questa volta perchè un pò di alcool questa sera ci vuole proprio.
Ancora un pò di lacrime quando mi azzardo a dire che ancora, e nonostante tutto, un pò di bene c'è, non potrebbe essere altrimenti, non nei confronti del padre dei tuoi figli, ma pure lui è un pò stronzo si... (assecondo).
Dopo aver buttato l'idea di un cinema e di un filmettino in dvd, ce ne torniamo a casa.
Troppo stanche, è difficile organizzare perfino le proprie emozioni, figuriamoci! Alla fine ci stremano.
Non voglio turbarti, tu non cambi letto.
Insiste per lasciarmi dormire dove sempre, mettendo su la scusa che non ci tiene a dividere il materasso con il cane che è ormai irrimediabilmente abituato così.
Demordo, il cane esulta.
Assieme sistemiamo allora alla buona quella che era la mia stanza,
ha dimenticato lo spazzolino e le pantofole, ma rimediamo.
Prende le sue inseparabili pasticche per dormire. Un paio credo.
Riesce a leggere forse 2 pagine di un libro di Yoga e poi si addormenta ...
almeno spero.