Penso che ogni donna abbia dentro di sè un rapporto più o meno conflittuale con il desiderio di maternità. Per alcune è il sogno più grande della propria vita, per altre una disgrazia, per altre ancora un favoloso scherzo del destino.
Ma ogni donna ci ha pensato a come sarebbe suo figlio, e che madre potrebbe diventare un giorno più o meno lontano.
Genitore è una condizione che non si insegna e non si impara da nessuna parte, lo si diventa e basta.
Quando ero bambina avevo uno spiccato senso di maternità, volevo a tutti i costi sposarmi giovanissima (18 anni) e fare subito tre figli, perché desideravo essere una mamma giovane, una mamma- sorella per i miei figli e una amante bambina per mio marito. All’occorrenza avevo anche trovato l’uomo della mia vita. Simone sarebbe stato senza dubbi il padre dei miei figli, ne ero convinta.
Ero forte del fatto che in una calda giornata estiva, mentre passeggiavo per il mercato del Circeo con mia madre, una vecchia signora aveva insistito per leggermi la mano e aveva detto:
“ Questa a 18 anni non ci arriva … si sposa prima e sarà madre di tre figli maschi”
Orgogliosa, felice, pensavo già ai nomi che mi piacciono: Giorgio, Alberto, Giovanni. Quella pancia tonda e grossa me la vedevo proprio bene addosso
Sorrido adesso di fronte alla spensierata tenacia della mia adolescenza, sorrido perché quella amata spensieratezza è svanita dentro a mille paure e dentro a una vita sentimentale troppo platonica per arrivare a tanto.
Oggi ho 31 anni, mi guardo intorno e vedo donne che gettano le basi per costruire, per realizzare qualcosa di importante, qualcuna lo fa perché così è capitato, mentre altre sono disposte a tutto pur di farlo capitare e sono sicura che ci riusciranno, altre si fanno più semplicemente trascinare dal vento dell’esistenza e chissà.
Forse anche io sono così.
Mi sono innamorata, appassionata e in alcuni brevi momenti ho creduto veramente che il padre dei miei figli potesse essere S., G., poi R. poi A.. ma ho sbagliato e allora il mio desiderio di maternità si perde sospeso in un intervallo a tempo indeterminato, anche se non dovrebbe.
Ci sono momenti in cui penso che non troverò mai l’uomo giusto, quello determinante, capace di sollevarmi di peso dalla mia strada per tenermi in braccio su di un’altra, totalmente diversa.
Ci sono momenti in cui ho anche il terrore del dolore fisico del parto, della deformazione non professionale della mia pancia altamente irrecuperabile, si nascondono dentro di me mille paure che vanno dal non partorire un bimbo sano, fino alle conseguenze sulla mia salute, con il ferro nel sangue che già è a 2 quando il minimo è 11, con la mia schiena arcuata che, già mi è stato detto, non sopporterebbe gli ultimi mesi di una “normale” gravidanza.
Ci sono momenti in cui penso che se non dovessi mai diventare madre, la mia vita sarebbe in fondo inutile, “monca”.
Eppure non tengo particolarmente al matrimonio e alla famiglia intesa nel senso tradizionale. Anzi anche solo il pensiero, mi ha spaventata al punto di fuggire via, ogni volta.
Qualche giorno fa mio padre mi ha detto che gli piacerebbe diventare nonno.
Mi è venuto un nodo in gola e avrei voluto tenermelo per ricordare, invece che ingoiarlo giù a fatica,
Il mio desiderio di maternità è come il vento va e ... viene.
Per Aria.