IL CORPO E IL CUORE DI LISA

I miei sentimenti, le mie emozioni, legati stretti ad ogni pensiero. Ecco il corpo e il cuore mio.
giovedì, 17 luglio 2008

La favola di Cuor di Leone

Mi ha sorpreso, d'accordo che sono un'amante viscerale di tutti gli animali, in particolare a sangue "caldo", ma mi sono chiesta se avrei avuto lo stesso coraggio a distanza di un anno, la cieca fiducia nella memoria di un animale che è potenzialmente molto forte, feroce, cosi dice madre natura.

Mi ha fatto riflettere sul significato di parole come: natura, animale selvatico, cattività,  uomo, amicizia amore, intelligenza, sensibilità. memoria. E' tutto straordinariamente innaturale tanto che viene da chiedersi se sia giusto o sbagliato aver cresciuto un cucciolo di leone in casa come se questo fosse un cane, ignorando, per forza di cose, quelli che sono i suoi istinti che avrebbe sviluppato e seguito se fosse stato libero  dal principio. Viene da chiedersi se questo splendido leone imparerà un giorno ad avere timore dell'uomo perchè c'è da averne, o se invece, manterrà sempre nel suo cuor di leone almeno un briciolo di questo straordinario attaccamento, questa memoria...Amore.

Mi ha emozionato, sarà perchè somiglia a un grosso cane giallo come il mio, che in questi giorni non è stato granchè bene, saranno queste sue tenerissime zampe sul cuore, questo strusciare la testa sul collo dei suoi amici.

E' così sbagliato agire contro-natura se poi il risultato è uno spettacolo come questo?... meraviglioso.

postato da xasiax alle ore luglio 17, 2008 22:22 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: amore, passioni, amicizie, mente


lunedì, 14 luglio 2008

The Sound of Silence

Il nostro cuore pompa lo stesso sangue, ma sembra che questo non basti, forse lo fa troppo silenziosamente, non ce  ne accorgiamo, ce lo dimentichiamo, tu non ascolti nulla, figurati il tuo cuore lacero.

Eppure sono pronta a giurare su chi ho di più caro che ancora funziona...ci amiamo, eccome se ci amiamo. Sotto ai detriti delle certezze sfumate di una vita fatta di troppo poco amore c'è qualcosa che batte ancora, si può fare rumore in silenzio? E' una domanda che ti faccio.

A volte mi chiedo che cosa amo profondamente di te, oltre al fatto che mai potrei diversamente. La risposta è nel tuo essere così severamente rassicurante, nessun altro uomo accorre come fai tu nel momento del mio bisogno, nessun uomo c'è mai stato nella mia vita come sei tu.
Dagli uomini fino ad oggi non ho ricevuto molto, forse perchè non ho nemmeno mai desiderato veramente qualcosa di più, forse la colpa è mia, "...e certo" diresti sicuramente adesso se fossi qui ad ascoltarmi...improvvisandoti un maestro di amore che non sei.
Invece sei altrove, seduto su una vecchia poltrona che andava tanto di moda negli anni 80 e che hai dovuto rifoderare perchè è più vecchia di me. Con il tuo sigaro in bocca e con il mio cane zoppo ai piedi, fingi di seguire un film che cambia continuamente canale. Non hai nessuna voglia, nessun interesse a tirarti fuori da lì, anneghi nel tuo silenzio, come se nulla e nessuno fosse realmente importante per te, non ti curi  nemmeno del tempo che passa e non aspetta.

A volte mi chiedo cosa non amo profondamente di te. E' molto difficile rispondere, delle persone è giusto e sacrosanto prendere tutto il "pacchetto" e all'occorrenza imparare ad amare, anche quando è difficile.
Non saprei, forse inconsciamente ho talmente sofferto che oggi so esattamente in cosa vorrei somigliarti e contro cosa lotterò per essere (profondamente) diversa da te, in fondo già lo sono.
Come te mi lascio annegare dal silenzio, arranco nel trovare una via d'uscita il più delle volte la mia voce fallisce, come anche il mio corpo, ecco che allora il più delle volte scrivo per comunicare, non lo sto facendo anche adesso? Ho la mia penna che mi salva ogni volta, l'ho trovata e curata da me, tu invece non l'hai mai avuta. Forse la tua è una matita che usi per progettare case solide e castelli di sabbia.

Di te non amo il senso del perdono, in vita mia non ti ho mai visto chiedere scusa, nè a me nè a nessunaltro. Crescendo con il modello dell'uomo infallibile, fuori di qui ho imparato a pormi sempre in discussione, ho maturato la capacità di scavarmi dentro, per trovare le lacune e soprattutto vorrei imparare a porre sempre rimedio agli sbagli, forse è più coraggiosa questa ambizione, che la tua, del non sbagliare mai.

 Di te non amo la durezza, che mi fa ricordare ogni giorno quanto passa velocemente, in realtà, il malumore, la delusione, la rabbia. Fuori di qui ho imparato a vincerla senza perdere d'occhio l'essenziale, l'essenziale è che ti voglio bene e che ogni momento trascorso in silenzio non torna più.

Di te non amo la dolcezza che mi ha fatto dimenticare l'ultima volta che che ci siamo abbracciati senza motivo. Per questo ho imparato fuori di qui a stringere, a toccare continuamente tutte le persone a me care, così insegnerò a loro e ai miei figli -se ne avrò mai-  l'essenziale del contatto fisico, delle parole d'amore. Imparerò ad ascoltare, insegnerò ad esprimere. Non voglio assomigliarti, non in questo, mai.

postato da xasiax alle ore luglio 14, 2008 23:12 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: amore, cuore, lettere


sabato, 19 aprile 2008

L'Amore di PANCIA

Penso che ogni donna abbia dentro di sè un rapporto più o meno conflittuale con il desiderio di maternità. Per alcune è il sogno più grande della propria vita, per altre una disgrazia, per altre ancora un favoloso scherzo del destino.
Ma ogni donna ci ha pensato a come sarebbe suo figlio, e che madre potrebbe diventare un giorno più o meno lontano.
Genitore è una condizione che non si insegna e non si impara da nessuna parte, lo si diventa e basta.

Quando ero bambina avevo uno spiccato senso di maternità, volevo a tutti i costi sposarmi giovanissima (18 anni) e fare subito tre figli, perché desideravo essere una mamma giovane, una mamma- sorella per i miei figli e una amante bambina per mio marito. All’occorrenza avevo anche trovato l’uomo della mia vita. Simone sarebbe stato senza dubbi il padre dei miei figli, ne ero convinta.
Ero forte del fatto che in una calda giornata estiva, mentre passeggiavo per il mercato del Circeo con mia madre, una vecchia signora aveva insistito per leggermi la mano e aveva detto:
“ Questa a 18 anni non ci arriva … si sposa prima e sarà madre di tre figli maschi”
Orgogliosa, felice, pensavo già ai nomi che mi piacciono: Giorgio, Alberto, Giovanni. Quella pancia tonda e grossa me la vedevo proprio bene addosso

Sorrido adesso di fronte alla spensierata tenacia della mia adolescenza, sorrido perché quella amata spensieratezza è svanita dentro a mille paure e dentro a una vita sentimentale troppo platonica per arrivare a tanto.
 
Oggi ho 31 anni, mi guardo intorno e vedo donne che gettano le basi per costruire, per realizzare qualcosa di importante, qualcuna lo fa perché così è capitato, mentre altre sono disposte a tutto pur di farlo capitare e sono sicura che ci riusciranno, altre si fanno più semplicemente trascinare dal vento dell’esistenza e chissà.
Forse anche io sono così.
Mi sono innamorata, appassionata e in alcuni brevi momenti ho creduto veramente che il padre dei miei figli potesse essere S., G., poi R. poi A.. ma ho sbagliato e allora il mio desiderio di maternità si perde sospeso in un intervallo a tempo indeterminato, anche se non dovrebbe.
 
Ci sono momenti in cui penso che non troverò mai l’uomo giusto, quello determinante, capace di sollevarmi di peso dalla mia strada per tenermi in braccio su di un’altra, totalmente diversa.
Ci sono momenti in cui ho anche il terrore del dolore fisico del parto, della deformazione non professionale della mia pancia altamente irrecuperabile, si nascondono dentro di me mille paure che vanno dal non partorire un bimbo sano, fino alle conseguenze sulla mia salute, con il ferro nel sangue che già è a 2 quando il minimo è 11, con la mia schiena arcuata che, già mi è stato detto, non sopporterebbe gli ultimi mesi di una “normale” gravidanza.
Ci sono momenti in cui penso che se non dovessi mai diventare madre, la mia vita sarebbe in fondo inutile, “monca”.
Eppure non tengo particolarmente al matrimonio e alla famiglia intesa nel senso tradizionale. Anzi anche solo il pensiero, mi ha spaventata al punto di fuggire via, ogni volta.


Qualche giorno fa mio padre mi ha detto che gli piacerebbe diventare nonno.
Mi è venuto un nodo in gola e avrei voluto tenermelo per ricordare, invece che ingoiarlo giù a fatica,
Il mio desiderio di maternità è come il vento va e ... viene.

Per Aria.




postato da xasiax alle ore aprile 19, 2008 20:14 | Permalink | commenti (26) / commenti (26) (pop-up)
categoria: amore, lisa, corpo


domenica, 02 marzo 2008

Delicatezza

"L'Amicizia e l'Amore sono due cose diverse.
L'innamoramento appare bruscamente, con lo stato nascente,
L' amicizia si consolida a poco a poco, incontro dopo incontro, con il piacere di stare insieme, con il crescere della fiducia.
L'innamoramento è una passione, siamo in grado di amare anche chi non ci ama.
L'amicizia, invece, può esistere solo se reciproca. L'innamoramento è al di là del bene o del male. Noi possiamo amare anche una persona malvagia che ci fa del male.
L'amicizia, al contrario, è un sentimento morale. Non possiamo essere amici di uno che ci tratta male, ci inganna, ci tradisce.
Quando vedi la persona che ami hai il batticuore, quando vedi un amico sei contento, sereno.
Quando sei innamorato non sopporti l'idea di stare lontano dalla persona amata, il tempo non passa mai. Gli amici, invece, possono restare lontani a lungo e, quando si incontrano, continuano il dialogo dal punto in cui l'hanno lasciato mesi prima. 
L'amore è esclusivo. Se la persona amata ti dice che ama un altro, impazzisci di dolore. Se un amico ti racconta che si è innamorato di qualcuno e che parte con lui per un viaggio intorno al mondo, sei felice per la sua gioia.
Eppure la relazione amorosa, per durare, ha bisogno dei sentimenti morali dell'amicizia: la fiducia, la confidenza, la complicità, il rispetto reciproco, la lealtà, la moderazione, la prudenza, la sincerità. Ha bisogno della delicatezza, della libertà dell'amicizia."

Tratto da "Ti amo" di Francesco Alberoni pag 270

postato da xasiax alle ore marzo 02, 2008 18:02 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria: amore, leggere, amicizie, cinema e libri


mercoledì, 13 febbraio 2008

Quore (batte forte)

Il cuore ha le dimensioni di un pugno chiuso, è una forma simile ad una pera con la punta rivolta verso il basso. Il cuore è l'organo simbolo dell'amore, segue il ritmo delle emozioni.
Normalmente in una persona adulta il cuore si contrae 60, 70 volte al minuto. A volte si arriva a 100 senza  rendersene conto.
Il cuore è l'ultimo ad andarsene, lui continua a battere anche quando viene sottratto all'organismo, anche quando la persona amata ti abbandona, anche quando tu non vuoi più soffrire. Non sei più tu che comandi, quando ami, non sei più tu che comandi, è lui.

 

 

Perchè quando hai paura di perdere per sempre una persona che ami il cuore batte fino a scoppiare, e non esiste al mondo qualcosa o qualcuno che ti possa distogliere.
Una famiglia separata e sparpagliata improvvisamente torna ad essere una sola cosa,  la famiglia nucleare di una volta, fatta solo di Amore, l'unica ancòra a cui riesci ad aggrapparti con tutte le tue forze, la tua famiglia è l'unica a poterti consolare.
E' difficilissimo spiegare cosa si prova di fronte alla paura della morte, non della propria, ma, peggio ancora, quella di tuo fratello.
Il terrore e la consapevolezza che la vita in fondo è così, in un attimo può toglierti le persone che ami senza che tu possa fare nulla per impedirlo, non puoi trattenere nessuno, anche a costo di graffiare. Non sei tu che comandi. Altrimenti esigeresti di fare, quantomeno a cambio, E allo stesso modo vorresti avere su di te il dolore dei tuoi genitori così forti, perchè non è giusto.  Un genitore non dovrebbe mai vivere la paura di veder morire il proprio figlio, non è naturale, non è così che deve andare il corso naturale della vita
Per una fatalità di un attimo, per un errore umano l''anestesia diventa veleno che gli soffoca il cuore, e il tuo con esso.
 Lacrime e preghiere, anche se non sono più brava a pregare, meno ancora per ripetere una preghiera fatta già in passato,
Chi è che comanda? Chi è che decide?

Forse è proprio lui, il suo cuore forte, questo straordinario muscolo della vita perchè il momento di andarsene è ancora lontano, perchè il cuore è pieno di amore.
Io ti darei il mio,

 

A F, con amore, Lisa

 


postato da xasiax alle ore febbraio 13, 2008 19:33 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria: amore


domenica, 06 gennaio 2008

Petula - autocritica-

Tesoro ho mal di pancia
Mi scoppia la testa
Ho sonno
Non mi va di fare niente
Ho freddo
Spegni quella luce per favore?
Puoi abbassare il volume?
Mi manca l'aria
Non sento niente
Il cane è uscito?
Non vedo niente
Mi stai facendo male
Amore stai russando
Ho troppo caldo, fatti più in là
Mi soffochi così
Non toccarmi le orecchie che mi da fastidio
Non ho niente, che cosa ho?
...Quanto è scomodo questo letto...
Mi stai tirando i capelli

Amore stai respirando troppo.



postato da xasiax alle ore gennaio 06, 2008 16:50 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
categoria: amore


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Di quelle un pò "artiste", piene di fantasia e colpi di genio, magari anche con una buona ironia, che non invecchia mai, ma di quelle che poi si addormentano sul più bello come sassi sotto le coccole. Basta carezzarmi i capelli, anche il mio parrucchiere lo sa. sirenas11@libero.it


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