IL CORPO E IL CUORE DI LISA

I miei sentimenti, le mie emozioni, legati stretti ad ogni pensiero. Ecco il corpo e il cuore mio.
lunedì, 19 maggio 2008

Di AMORE con FUSA

L’amore, l’amicizia, l’attrazione, l’eros . Tutti sentimenti fondamentali alla vita. a volte fanno dei giri assurdi e arrivano dove mai avresti pensato o creduto,  vale a dire che arrivano a coincidere.

Per me è sempre stato difficile scindere i sentimenti, ho sempre peccato di amore confuso, e, a torto o a ragione, mi si rimprovera di non aver mai amato veramente.

Il mio, si dice, è un arcobaleno fatto di troppi colori, alcuni nitidi, ma per la maggiore si tratta di sfumature che amo mescolare io per prima, perché sono creativa, perché mi piace “giocarci su”, perché mi sento bene per davvero solo dentro a legami non troppo stretti, ma pur sempre tali. Profondi e difficili da capire, da accettare, soprattutto quando non voglio rinunciare a nulla e a nessuno senza dolore.

 

Così ho amato i suoi occhi celesti, le sue spalle larghe, la sua voce virile, il suo carisma, la sua  simpatia, l’innata ironia (anche quella della sorte), e poi ho amato ancora la sua dolcezza, il suo infinito amore per me, le sue mani.

Parlo di uomini profondamente diversi l’uno dall’altro, ho amato io, con sentimenti molto simili per intensità, “vibrazione”.

All’inizio credevo di avere un “ideale”, da rincorrere anche se non sono affatto veloce. Un ideale che ho anche incontrato ogni volta che mi sono scoperta innamorata. Ma l’ideale in realtà non esiste, non esiste sempre uguale.

 

Così potenzialmente potrei innamorarmi di diversi uomini contemporaneamente e per diversi motivi. E’ vero o no che la vita è un equilibrio sopra la follia?

 

E l’unico che resta in piedi,  fra tutti gli amori, è senz’altro quello più sofferto, e, paradossalmente, chi ti regala un sorriso…sempre. (segue)

postato da xasiax alle ore maggio 19, 2008 00:37 | Permalink | commenti (18) / commenti (18) (pop-up)
categoria: cuore, corpo


giovedì, 15 maggio 2008

Pelle

Non ho bisogno di niente,
solo di un bagno caldo con tanta schiuma,
una cena allegra in compagnia delle mie amiche,
il mio cane,
un telegiornale fatto solo di belle notizie,
un posto dove sentirmi a casa,
una fotografia per ogni singolo bel momento della mia vita,
carezze di mani che conosco.

postato da xasiax alle ore maggio 15, 2008 00:03 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: vita, memo, amicizie, corpo


domenica, 27 aprile 2008

Pretty Woman

Sono arrivata qui con una sola valigia, in realtà non posseggo granchè, lei mi è bastata per portarmi dietro tutti i miei sogni di ragaza. Quando sono arrivata e ho capito l’ho svuotata buttando tutto via e l’ho riempita di fazzoletti e di fotografie della mia familia lontana. Io non ho niente, non so bene l’Italiano, non so usare il computer, non so fare niente.
So fare piacere agli uommini, con me si rilassano e li faccio anche ridere perché sono anche simpatica in fondo.
Mi dicono che ho un bel corpo ma io lo vedo orribile, non lo sento più mio, troppi uommini lo hanno preso, toccato, violato, mi dicevano anche che ho un bel sorriso, ma l'ho perso stanotte.
Le donne invece sono mie amiche, anche se ho imparato che ci sono quelle invidiosse, competitive, quelle cattive cui è meglio stare alla larga, ma per la maggior parte ci proteggiamo l’un l’altra come sorelle. Con loro vado a fare shopping, perché loro sanno meglio di me che cosa è meglio comprare per vendermi, mettermi in risalto. Perché il mio mestiere è quello di guadagnare soldi o perdere la mia dignità.
All’inizio credevo che fosse tutto un gioco, ero innamorata del mio ragazo e credevo di dare a lui piacere facendo tutto ciò che mi chiedeva di fare, mi piaceva essere generossa e anche l’idea di essere una fata dei desideri, era il mio sogno di bambina, perché il mondo è così brutto e arido. Invece poi ho capito che l’amore per me non esiste più. Non sono più fidanzata, il mio ragazo non è più gentile con me e, non chiede più ma comanda e minaccia, e non mi bacia più. Non sono più innamorata di lui.
Ho sempre con me i preservativi e le pillole, sono gli attrezzi del mestiere e basta dirmi con quale gusto vuoi scopare con me e sarà fatto come tu vuoi. Poi ci sono gli uommini neri, li chiamiamo così quelli che pagano tanti soldi, di più in cambio del sexo senza lattice, quelli sono dificili perché a volte non si tratta di scegliere ma di eseguire e ingoiare come puoi, chiudendo gli occhi e pregando un dio che non esiste, vivendo un tempo che vorresti sia passato nel più breve possibile, dimenticato.
Le mie amiche – con il ciuingam in bocca- dicono che gli uommini sono tutti merda, io capisco ma non sono totalmente d’accordo. Ho conosciuto anche uommini gentili che mi pagano e non vogliono nulla in cambio se non un po’ di compagnia. Chiedono di essere coccolati e lo stesso fanno a me accarezzandomi i capelli e il viso. Mi scaldano e non si arrabbiano se mi addormento un poco nella loro macchina. Tornano sempre da me, sono affezionata a loro, ma io non li bacio mai, questa è la regola, l’unica.
Sul marciapiede non puoi amare nessuno, nemmeno te stessa.
Questa è la notte più nera della notte, credevo di sapermi difendere perché i preservativi e le pillole non sono gli unici attrezzi che ho nella borsetta. Credevo di aver imparato a vivere in questo mondo e di saper tirare fuori le unghie dallo smalto rosso per graffiare la schiena e la voce dalla gola per urlare all’occorrenza, invece no.
Se avessi la bacchetta magica adesso vorrei .... Ho troppo freddo.
 
postato da xasiax alle ore aprile 27, 2008 15:54 | Permalink | commenti (32) / commenti (32) (pop-up)
categoria: vita, sogni, ritratti, corpo


sabato, 19 aprile 2008

L'Amore di PANCIA

Penso che ogni donna abbia dentro di sè un rapporto più o meno conflittuale con il desiderio di maternità. Per alcune è il sogno più grande della propria vita, per altre una disgrazia, per altre ancora un favoloso scherzo del destino.
Ma ogni donna ci ha pensato a come sarebbe suo figlio, e che madre potrebbe diventare un giorno più o meno lontano.
Genitore è una condizione che non si insegna e non si impara da nessuna parte, lo si diventa e basta.

Quando ero bambina avevo uno spiccato senso di maternità, volevo a tutti i costi sposarmi giovanissima (18 anni) e fare subito tre figli, perché desideravo essere una mamma giovane, una mamma- sorella per i miei figli e una amante bambina per mio marito. All’occorrenza avevo anche trovato l’uomo della mia vita. Simone sarebbe stato senza dubbi il padre dei miei figli, ne ero convinta.
Ero forte del fatto che in una calda giornata estiva, mentre passeggiavo per il mercato del Circeo con mia madre, una vecchia signora aveva insistito per leggermi la mano e aveva detto:
“ Questa a 18 anni non ci arriva … si sposa prima e sarà madre di tre figli maschi”
Orgogliosa, felice, pensavo già ai nomi che mi piacciono: Giorgio, Alberto, Giovanni. Quella pancia tonda e grossa me la vedevo proprio bene addosso

Sorrido adesso di fronte alla spensierata tenacia della mia adolescenza, sorrido perché quella amata spensieratezza è svanita dentro a mille paure e dentro a una vita sentimentale troppo platonica per arrivare a tanto.
 
Oggi ho 31 anni, mi guardo intorno e vedo donne che gettano le basi per costruire, per realizzare qualcosa di importante, qualcuna lo fa perché così è capitato, mentre altre sono disposte a tutto pur di farlo capitare e sono sicura che ci riusciranno, altre si fanno più semplicemente trascinare dal vento dell’esistenza e chissà.
Forse anche io sono così.
Mi sono innamorata, appassionata e in alcuni brevi momenti ho creduto veramente che il padre dei miei figli potesse essere S., G., poi R. poi A.. ma ho sbagliato e allora il mio desiderio di maternità si perde sospeso in un intervallo a tempo indeterminato, anche se non dovrebbe.
 
Ci sono momenti in cui penso che non troverò mai l’uomo giusto, quello determinante, capace di sollevarmi di peso dalla mia strada per tenermi in braccio su di un’altra, totalmente diversa.
Ci sono momenti in cui ho anche il terrore del dolore fisico del parto, della deformazione non professionale della mia pancia altamente irrecuperabile, si nascondono dentro di me mille paure che vanno dal non partorire un bimbo sano, fino alle conseguenze sulla mia salute, con il ferro nel sangue che già è a 2 quando il minimo è 11, con la mia schiena arcuata che, già mi è stato detto, non sopporterebbe gli ultimi mesi di una “normale” gravidanza.
Ci sono momenti in cui penso che se non dovessi mai diventare madre, la mia vita sarebbe in fondo inutile, “monca”.
Eppure non tengo particolarmente al matrimonio e alla famiglia intesa nel senso tradizionale. Anzi anche solo il pensiero, mi ha spaventata al punto di fuggire via, ogni volta.


Qualche giorno fa mio padre mi ha detto che gli piacerebbe diventare nonno.
Mi è venuto un nodo in gola e avrei voluto tenermelo per ricordare, invece che ingoiarlo giù a fatica,
Il mio desiderio di maternità è come il vento va e ... viene.

Per Aria.




postato da xasiax alle ore aprile 19, 2008 20:14 | Permalink | commenti (26) / commenti (26) (pop-up)
categoria: amore, lisa, corpo


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Di quelle un pò "artiste", piene di fantasia e colpi di genio, magari anche con una buona ironia, che non invecchia mai, ma di quelle che poi si addormentano sul più bello come sassi sotto le coccole. Basta carezzarmi i capelli, anche il mio parrucchiere lo sa. sirenas11@libero.it


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