
Mi sono svegliata questa mattina con un senso addosso, probabilmente il tatto, ma si tratta anche di un odore, di un sapore consumato addosso. Ben tre i sensi accesi su di me. E gli occhi, i miei occhi sono semichiusi, non ho voglia di guardare niente, ma già lo so che accanto a me non c’è nessuno, c’è solo, forse, un piccolo foglio scritto di fretta e furia, tanto per rendermi più dolce questo amaro risveglio. “Ti chiamo presto. Sei stupenda” o roba del genere. Mi fa sorridere, mi coccola forse anche un poco ancora, ma non si tratta di vere emozioni.
Più passa il tempo e più ricado negli stessi “ sbagli”, nelle stesse braccia di uomini sbagliati, è sbagliato il momento, è sbagliato lui, lo sono anch’io, ma che differenza fa?
Più passa il tempo e più tutto accade per me con leggerezza, mano a mano temo che non mi accorgerò nemmeno più di quello che sto facendo, e per rispondere alla domanda “ Perché?” alzerò le spalle e farò una delle mie facce buffe. Si farò così.
In fondo cosa mai si deve provare per andare a letto con un uomo? Non basta forse l’attrazione fisica, un volersi un poco di bene e un briciolo di complicità e di cose fatte insieme e da ricordare ogni tanto? Ma si.
Non sono proprio fra quelle amanti che il giorno dopo mordono in silenzio le lenzuola e dentro sanno che non perdoneranno, semplicemente credo che non ci sia nulla che io debba perdonare, con leggerezza mi avvicino e allontano gli uomini quando e come voglio, se voglio. Non sono in balia degli umori di nessuno, solo che non lo do a vedere, e ascolto distratta parole che si ripetono e che conosco come un copione di un film. “Ritaglierò uno spazio in cui mi dedicherò solamente a te” o roba simile, come a dover rispondere ad un desiderio che non ho espresso, perché non c’è. Lui però crede fermamente nella sua esistenza ed io per noncuranza, glielo faccio credere, so che gli piace sentirsi importante, ha ammesso lui stesso che “al mio posto” non riuscirebbe a starci, io invece mi sento molto più libera di lui, come un cane sciolto, senza guinzaglio, che si affeziona sinceramente e con straordinaria incoscienza a chiunque è disposto a regalargli un sorriso, ma senza per questo essere costretto a scegliere una strada da seguire, un “padrone”. Non ho bisogno di niente e forse è vero che chiedo amore così, come a chiedere di buttarsi nel cesso. Niente ha più il valore che dovrebbe.
A pancia in sotto scosto i capelli dal viso, intravedo il foglio per me. Allungo una mano e le mie dita hanno la bizzarra tentazione di stringerlo troppo forte e gettarlo via, invece mi trattengo e metto a fuoco i miei occhi: “ Mi dispiace devo andare, ti chiamo presto. Sei stupenda e sei mia”
Non è vero. Io gioco.

- Ciao, come ti senti?
- Non molto bene
- Lo so ti parlo per questo
- In effetti hai una voce familiare anche se … non sono sicura di sapere chi sei
- Non ti devi preoccupare di questo adesso, dimmi cosa provi
- Sono stanca, demoralizzata e anche un po’ delusa. Non ho nulla intorno di che essere contenta, serena, soddisfatta o realizzata
- Depressione latente, vero?
- Ho paura di si, e temo che sia una cosa ereditaria…
- Hai perso il tuo bel sorriso?
- L’ho chiuso nella mia bocca, non esce più come di solito, è vero
- E hai un piano di fuga?
- Piano… dovrebbe essere estremamente veloce…
- Non starai mica pensando di fare una stupidaggine vero?
- …No, certo che no, anche se sono sicura che sto gettando la mia vita dentro a un cassonetto
- Non darla vinta al tempo che passa tutto uguale, reagisci
- Si, ma quanto ne ho? O meglio, sono ancora in tempo? Ho l’ impressione che sto rasentando il fuori tempo massimo per molte cose. Se potessi tornerei indietro e, al contrario di quel che spesso si dice, vivrei diversamente.
- Hai tanto tempo … se cominci da domani però. Cosa ti manca?
- Nulla di importante lo so, eppure …
- Prendi una penna e scrivi il progetto da realizzare
- L’ho già fatto, tante volte….ma non funziono
- Passi troppe ore davanti lo specchio senza guardarti veramente
- Sono troppe le cose che vorrei…non riesco a fare nulla di concreto per me, nè per gli altri
- Inizia a scrivere le cose che ti fanno sorridere, ti fanno stare bene
- Sono curiosa, me lo puoi dire chi sei?
- Io sono quella che vorresti essere, tutto quello che più desideri e che ancora non hai e non sei. Ecco, ti volevo solo rassicurare, io esisto.