Una strada che conosco. Così mi ritrovo sola nella notte, con la piccola luce dei fari e della musica in sottofondo a farmi compagnia. E' notte fonda, è mezza ma non mi fa paura come ogni tanto accade. Sto andando via da una serata piacevole, una delle tante trascorse con l’amico di una vita. Sulla strada del ritorno ho creduto forse di essere sola, ma tutto mi fa credere che io non lo sia stata, c'è (sempre) “qualcuno” qui vicino a me, in quel momento avrei potuto immaginarlo ovunque, seduto nel sedile accanto, sul ciglio della strada, su una nuvola nel cielo ha scelto al mio posto dove andare.
Così accade.
Una frenata che sembra non finire mai, un colpo violentissimo ed ecco che la mia macchina slitta come fosse leggerissima, si trasforma improvvisamente in un angelo nero metallizzato, quello che in pochi secondi tiene in pugno il mio corpo, il mio cuore, la mia vita E io che non prego mai mi ritrovo a supplicarla in lacrime di farmi restare.
Colpita da un lato sbatte con violenza in quello opposto addosso ad un’altra macchina. Non ricordo se ho avuto il tempo di avere paura, se ho avuto il coraggio di tenere gli occhi aperti o chiusi, in quell’istante in cui mi sono chiesta se ero ancora lì o altrove. Domanda che sentivo anche da una moltitudine di voci tutt’intorno.
Riporto solo qualche livido e il cosiddetto “colpo di frusta” che, bloccando il collo, indolenzisce tutto il corpo, la parte posteriore del mio angelo nero che mi ha salvato la vita è completamente distrutto, ma in compenso non ci sono - altri- feriti.
Balenano in testa tanti “ se inutili”: se mi fossi trattenuta qualche minuto in più o in meno, se fossi stata alla guida della mia vecchia smart, non mi avrebbe presa forse, perché è più corta, ma, in caso contrario dentro a quella macchina non ... Se avessi avuto Zoltan nel portabagagli sarebbe morto, se fossi andata più veloce.
Tanti se inutili, si. L’importante è che sono ancora qui.
La Colpa.
Colpa del buio, colpa di quel bastardo ubriaco che, con un tasso alcolico nel sangue alto 3 volte tanto, andava a folle velocità. Testimone è l’asfalto che ha disegnato metri di frenata che non è bastata.
La Cura.
Gli abbracci, le carezze, i baci sul collo, l’affetto, l’amore tutt’intorno.
E poi dopo qualche giorno ti frullano in testa anche i pensieri strani.
Se fosse andato tutto diversamente? Voglio dire, se non fossi stata così fortunata?
Se la mia anima fosse andata via nell' incidente stradale, come sarebbero stati questi giorni?
Ho immaginato proprio tutto, Il dolore infinito dei miei genitori, mio fratello e poi tutta la mia famiglia allargata, e mia nonna in ospedale che, sicuramente, non avrebbe saputo, non subito. Il mio cane lasciato solo che avrebbe sorriso a tutti con i miei occhi, Sarei stata un angelo, sempre lì.
Ho immaginato la chiesa pienissima, i fiori che non ho mai amato, le lacrime degli Amici, quelli veri e quelli finti, i miei colleghi, gli uomini che a loro modo mi hanno amato veramente e tutte quelle persone che mi conoscono di vista, solo perchè sono sempre in giro con un grosso cane giallo buffo e sempre allegro, e ho pensato agli assenti che sono ormai talmente lontani da me che non lo sapranno mai.
Ho immaginato anche questo blog "inter-rotto", come per dire rotto dal di dentro, come tante volte mi sono sentita e l' ho scritto in queste pagine rosa. Chissà quante persone lo avrebbero cercato per leggerlo dall'inizio, tutto. E' una dolce sensazione.
Un bel pezzo della mia vita, ripercorso mentre ti tengo la mano. Questo è il Blog, e basta questo per credere fermamente che non lo cancellerò mai e continuerò a scriverlo finchè avrò vita, è un modo per lasciare "un segno" di me, uno dei tanti, e spero di farne ancora.
La penna con l'inchiostro indelebile ce l'ho.

Non ho bisogno di niente,
solo di un bagno caldo con tanta schiuma,
una cena allegra in compagnia delle mie amiche,
il mio cane,
un telegiornale fatto solo di belle notizie,
un posto dove sentirmi a casa,
una fotografia per ogni singolo bel momento della mia vita,
carezze di mani che conosco.

Veltroni ha perso le elezioni e mi hanno rubato la macchina.
Certe giornate andrebbero dormite... altrochè